melegnanoascoltaci Cultura

melegnanoascoltaci Info

SITO DI INFORMAZIONE MELEGNANESE

NUOVO CASO DI ASSISTENZA SOCIALE

 Cogliamo l occasione di ribadire che lo staff sotoporra' questo caso all attenzione del Sindaco al piu' presto affinche venga informato sui fatti della quale per ora non ne e' a conoscenza.

 

LA STORIA:

DA OGGI IN POI, LE SCALE FATEVELE VOI.

 

 

Nell incontro di sabato 07 novembre, la famiglia Raneri - Norrito ci ha contattato per dare luce alla loro storia.

 

Piu' di 30 anni fa la famiglia in questione ha fatto richiesta al Comune di Melegnano per l assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Dopo la domanda il Comune di Melegnano ha deciso di assegnare un appartmento di tre locali posto al terzo ed ultimo piano senza ascensore in via Pio IV n. 3.

 

La richiesta e' stata accolta perche' in quell epoca la famiglia in oggetto era composta da 12 mebri ed aveva un reddito annuale minimo ed insufficente per il mantenimento ed il sostentamento dell intera famiglia.

 

Per questa motivazione la famiglia ha richiesto un aiuto per il pagamento dell affitto.

 

All inizio il contratto d affitto fu intestato all ormai defunto marito della sig.ra Raneri, e il contratto aveva una durata di anni 4 piu' 4 con tacito rinnovo salvo disdetta da ambo le parti.

 

Nel 1987 il marito e' deceduto e la sig.ra e' stata cosi consigliata da un funzionario Aler di intestarsi solo a nome suo il contratto d affitto in questione.

 

Una volta risolto il problema dell intestazione del contratto, andata a buon fine, la sig.ra Raneri dopo una quindicina d anni ha dovuto trasferirsi per motivi familiari in un altra abitazione sempre situata nel comune di Melegnano, quindi stesso Comune di residenza e l alloggio Aler in oggetto e' rimasto occupato dalla figlia che si e intestata di persona il contratto intestato inizialmente alla madre.

 

La madre si e' assentata dall alloggio Aler per una decina d anni cambiando il proprio indirizzo di residenza e cedendo tutti i diritti contrattuali con l Aler consensualmente alla figlia, in quanto sia la madre che la figlia si sono presentate presso gli Uffici Aler per cambiare l intestazione del contratto d affito, come la legge prevede, senza mai riscontrare nessuna problematica.

 

I problemi iniziano a sorgere quando la figlia decide di trasferirsi, a scopo matrimoniale, a Frosinone insieme al marito, e nell alloggio Aler sono rimasti a vivere i restanti membri della famiglia.

 

Contemporaneamente il proprietario dell altro immobile, dove nel frattempo si era trasferita la madre, ha deciso di vendere l appartamento, e a causa di questo motivo ha indotto la sig.ra a ritornare nel suo vecchio alloggio Aler insieme a gli altri figli che gia' lo occupavano.

 

Da qui, l Aler si accorge che i figli si stanno informando per riscattare l immobile grazie all art. 27 della Regione dove si poteva acquistare l alloggio al 50 per cento del prezzo di vendita, in quanto occupanti dell alloggio stesso, come hanno fatto richiesta altre persone all interno dello stesso palazzo, senza avere nessun tipo di problema o disagio nello sfruttare l opportunita' che l art. 27 concedeva.

 

Qui sorge dunque il problema che tutt ora e' ancora in atto, in quanto i figli rimasti sempre nell alloggio, non possono riscattare l appartamento. Da quel momento scatta una rincorsa contro il tempo, perche' la figlia intestataria nutre parecchi solleciti ad avere un nuovo cambio di residenza a Frosinone, e la famiglia spinge nel chiamare insistentemente e quotidianamente il centralino Aler, ma ogni qual volta la telefonata viene inoltrata sempre a persone differenti, senza mai poter parlare con un unico operatore che potesse seguire in pieno la loro pratica. Gli operatori Aler rallentano il tutto senza comprendere il motivo per la quale l intera famiglia si stava mobilitando per acquistare l immobile.

 

Fatto sta, che giunge prima il nuovo cambio di residenza a Frosinone, e l Aler scopre troppo tardi quali fossero le reali ed oneste intenzioni della famiglia in questione. L Aler da quel momento prende di petto la situazione nonostante avessero compreso l errore, e convocano addirittura uno sfratto agli occupanti perche' non risultavano intestatari del contratto, e perche' la sorella, avendo cambiato residenza per oltre due anni, aveva perduto i diritti Aler per il mantenimento dell intestazione dell alloggio, mettendo in difficolta' i parenti rimasti in loco dopo la sua partenza.

 

Dopo lo sfratto, l Aler ha inviato un funzionario per togliere insieme all azienda del gas il contatore impedendo vivibilita' all interno dell appartamento, incominciando da allora a definire abusivi gli abitanti rimasti nello stesso ma incassando trimestralmente la solita quota d affitto.

 

Uno dei figli, spaventatosi per l arrivo dell avvertimento di sfratto, ha deciso di andare via dall alloggio Aler lasciando gli altri famigliari l impegno di capire cosa stesse accadendo.

 

Le due figlie non capendo cosa poter fare per risolvere l alquanto curiosa vicenda, si sono recate dall Assistente Sociale al Comune di Melegnano, piu' precisamente si sono rivolti all Assistente Lazzari.

 

L Assistente Sociale, una volta venuta al corrente della situazione raccontata per l ennesima volta, alle domande poste dalle due sorelle ha risposto che: non potevano fare nulla in quanto dovevano aspettare il condono per poter regolarizzare il tutto.

 

Dopo l avvertimento, l Aler non  ha inviato neanche lo sfratto, decidendo pero' di inviare continuamente e trimestralmente delle lettere accompagnate da bolettini postali onerosi, avendo come oggetto la voce nominata: Indennita di occupazione senza titolo.

 

Cifre che puntalmente i restanti locatari dell appartamento pagavano regolarmente per manifestare la loro volonta' di rimanere nel loro appartamento nella quale hanno trascorso 30 anni della loro vita.

 

Ad un certo punto e' sorto un ulteriore problema, in quanto l Amministratore del Condominio ha deciso di cambiare la serratura della portineria del palazzo, e gli occupanti dell appartamento, preso atto del cambiamento, hanno deciso di rivolgersi direttamente a lui, e quest ultimo ha risposto che non poteva rilasciare le chiavi in quanto risultavano degli arretrati (ricordando che i bollettini per l idennita abusiva sono sempre stati molto elevati), e perche' risultavano anche abusivi.

 

Ma una volta pagati gli arretrati, mettendo la famiglia di piu' in difficolta', l Aler una volta ricevuto per mano dell Amministratore i soldi degli arretrati ha sollecitato quest ultimo nel dare immediatamente le chiavi nuove della portineria. E cosi e' stato.

 

Nell alloggio sono stati eseguiti dei lavori di ristrutturazione per rendere vivibile in parte l appartamento in quanto risultava in uno stato di degrado al quale l Aler non ha mai provveduto a risolvere. Lavori molto costosi che la famiglia in questione ha speso al posto dell Aler !!!

Per questo motivo la famiglia ha deciso di avviare dei lavori di ristrutturazione per rendere in parte vivibile l appartamento, piu precisamente e' stato installato un condizionatore che in inverno erogasse l aria calda che fungesse da riscaldamento, l impianto idraulico, le tapparelle, l impianto elettrico, un abbassamneto del soffitto (nonostante ancora oggi piova ugualmente all interno dell appartamento senza sapere in che stato vige il soffitto reale), pavimenti, serramenti, porte, rifacimenti pareti e rifacimento del bagno, ecc...

 

Durante i lavori un funzionario Aler si e' presentato nell alloggio chiedendo alla famiglia i documenti personali ed ha visto con i propri occhi i lavori e la muffa presente sui muri oltre che altri problemi presenti nell alloggio. Ma nulla ha avuto seguito, in quanto l Aler non si e' fatta piu' sentire.

 

Dopo di che, la famiglia ha deciso di andare di persona presso gli uffici dell Aler, spiegando ulteriormente tutta la vicenda, e come risultato gli e' stato risposto maleducatamente e in tono aggressivo facendo passare da ignoranti le persone con quel: e' gia' tanto che le davano la possibilita' di rimanere nell appartamento.

 

A quel punto la figlia ha risposto ponendo la domanda se avrebbero avuto il coraggio di buttare per strada una persona di 73 anni, e come risposta e' stato detto di SI !!!

 

Da allora la famiglia e' costretta a vivere senza riscaldamento e non puo' nemmeno prepararsi da mangiare non avendo il gas, quindi sono costretti ad acquistare dei surgelati e cucinare con un piccolo forno micronde. Senza contare che utilizzando solo la corrente sono obbligati a pagare onerose e spropositate bollette.

 

Ogni anno la somma da pagare per l indennita di occupazione abusiva aumenta sempre di piu', anche se nel 2009 la famiglia non ha piu' ricevuto nessun bollettino da pagare, infatti ancora oggi si chiede il motivo del mancato arrivo dei pagamenti ed e' proprio per questo motivo che hanno contattato noi di Melegnanoascoltaci avendo il timore di qualsiasi tipo di ritorno degli addetti Aler.

 

Melegnoascoltaci e' stata contattata anche perche' la famiglia ha veramente l urgenza di chiedere il cambio dell alloggio in quanto la madre ha probelmi seri di salute, certificati dal medico, perche' non puo' piu' fare le scale. Ed per questo motivo che e' costretta a stare in casa senza poter uscire e svolgere a pieno una vita normale.

 

Per quest ultimo motivo la sig.ra ha incominciato a soffrire di depressione ed e' costretta a prendere quotidianamente degli ansiolitici, senza contare che la sig.ra soffre di obesita', reumatismi in ogni parte del corpo, artrosi, problematiche alle ginocchia come conseguenza di due operazioni, diabete, e perfino pressione alta. In totale la sig.ra assume ben 11 pastiglie al giorno.

 

Ogni qual volta che la famiglia chiama l Amministratore per esporre delle problematica viene ricordato a loro che sono abusivi, ma nonsostante cio', sono state consegnate le chiavi del cancellone elettrico dell entrata.

 

Per il ritiro delle suddette chiavi la figlia si e' recata dall Amministratore ed ha firmato la ricevuta per la consegna delle chiavi come inquilini Aler senza nascondersi come una persona abusiva si comporta normalmente. In piu' non gli e' stata richiesta nessuna somma.

 

Questo episodio e' favorevole a codesta famiglia, ovvero dimostra il controsenso di tutta l intera vicenda sollevata dall Aler nell arco di questi ultimi 5 anni.

 

La sig.ra per poter svolgere le quotidiane attivita' fa affidamento esclusivamente sulla figlia.

In conclusione la famiglia chiede la regolarizzazione del contratto a nome della madre per poi aspettare la risposta sulla domanda d invalidita' che la sig.ra ha gia' provveduto a richiedere al suo medico di famiglia, per poi fare la richiesta di un nuovo alloggio Aler che venga incontro alle sue esigenze in base al suo stato di salute, perche' sei rampe di scale per un totale di tre piani non riesce piu' a farle, anche se gli piange il cuore lasciare quell appartamento visto che ci ha speso molto denaro e gran parte della sua esistenza.

 

 

 

Lo staff di melegnanoascoltaci

 

© 2009 melegnanaoascoltaci  - Tutti i diritti riservati.Partita IVA 06639900965

Questo sito e un prodotto editoriale aggiornato in modo non periodico, pertanto non e soggetto agli obblighi di registrazione dell art. 5 della L. 47/1948